Presentazione_Festival_Francigena_2016 31 maggio 2016 - In sede della Associazione Civita nella Sala Gianfranco Imperatori, si è tenuto l'evento di presentazione del Festival Europeo "VIA FRANCIGENA COLLECTIVE PROJECT 2016".
"Festival dei Cammini" è il sottotitolo che si è voluto dare a questa sesta edizione, contemporanea al Giubileo della Misericordia anche nella chiusura del programma a novembre, con un incremento straordinario degli eventi in calendario, sono circa 700, europei in Inghilterra e Francia, in Italia su dodici regioni fra cui il Lazio a fare la parte del leone con 181 eventi (a dispetto dell'assenza di Roma Capitale e Regione Lazio fra i partner di AEVF...).
AEVF - Associazione Europea delle Vie Francigene, reseau porter per MIBACT e Consiglio d'Europa dei progetti degli itinerari culturali europei, organizzatore con Civita del festival, non a caso ha scelto questo sottotitolo, a significare l'impegno di certificazione dell'estensione della Via Francigena a Sud di Roma fino a Brindisi e quello a favore della Via Egnatia.
Ha introdotto l'evento di presentazione Nicola Maccanico di Associazione Civita con un esordio argutamente auto ironico "Sono qui a onorarmi dei meriti altrui...", a sottolineare il gran lavoro di AEVF e di Sandro Polci, storico direttore del Festival della Via Francigena.

Nicola Maccanico ha parlato di novità importanti per la Via Francigena, con un interesse delle istituzioni nazionali, che stanno prendendo coscienza dei valori non solo paesaggistici e spirituali della Via, ma anche delle opportunità che porta con se in termini di turismo ed economia dei territori. In concreto c'è ora un investimento del CIPE di 60 milioni, a favore dello sviluppo e valorizzazione della Via Francigena.
In termini politici europei, la Via Francigena è un valore unificante dell'Europa, è il più potente demolitore dei muri e barriere che le forze populistiche anti europee e xenofobe tentano di edificare, non solo nei confini, ma soprattutto nelle coscienze.

Il Presidente di AEVF Massimo Tedeschi, primo a destra, alla presentazione del Festival
Via Francigena 2016, da sinistra Sandro Polci direttore del festival e la On. Silvia Costa,
Presidente di Commissione Cultura in UE e grande appassionata di Francigena.

Nel suo intervento Massimo Tedeschi, Presidente di AEVF, ha ringraziato per l'apporto Sami Tawfik, coordinatore del Festival Via Francigena e la Regione Toscana, da sempre all'avanguardia in Italia per i progetti e gli investimenti nella Via Francigena.
Tedeschi ha poi citato la coraggiosa iniziativa di AEVF, a favore della Via Egnatia, cammino che passando per la Turchia porta il pellegrinaggio in Terra Santa, in tempi attuali con i non facili rapporti del governo turco con la UE e la questione delle migrazioni dal nord Africa.
Ma poi Massimo Tedeschi è passato alle questioni su cui AEVF è in prima linea:
- in Consiglio d'Europa AEVF e il Presidente Tedeschi hanno sostenuto una valutazione triennale del lavoro svolto nei progetti dei percorsi culturali;
- il Consiglio d'Europa ha valutato positivamente l'opera svolta da AEVF per il percorso Canterbury - Roma;
- è stata confermata l'abilitazione di AEVF come reseau porter dei progetti per i Percorsi Culturali;
- è stato "accolto positivamente" il progetto di estensione del Itinerario Culturale della Via Francigena, verso Sud da Roma fino in Puglia attraverso cinque regioni (Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia), a condizione che Stato e Regioni mettano in campo progettazione e investimenti.
Questo ultimo argomento per noi di Onlus Ad Duas Lauros, fra gli enti organizzatori di uno degli eventi del festival Via Francigena 2016, sarà fra i focus che tratteremo nel nostro convegno - mostra ad ottobre.




Silvia_Costa_Comm_Cultura_UE
La On Silvia Costa, Presidente dalla Commissione Cultura in UE, è una vera grande amica della Via Francigena, ha esordito definendosi "travolta" dall'entusiasmo per questo progetto, che è unificante di un Europa in cerca di se stessa e dei suoi valori fondanti. Questi gli argomenti della sua relazione:
- la Francigena è una sfida a quella parte di Europa che costruisce (e teorizza) i muri. Nonostante gli attentati e gli egoismi la Francigena rilancia i temi dell'educazione culturale, del dialogo religioso e culturale, del patimonio culturale;
- nella governance degli itinerari culturali, il 2018 deve diventare l'Anno del Patrimonio Culturale, per obiettivo comune il recupero dei valori europei;
- l'esame del Governing Board con AEVF, per la certificazione degli itinerari culturali francigeni nel Sud, è la sfida che devono affrontare le regioni del Sud (e la Regione Lazio ndr), con una seria valutazione delle opportunità per i territori da Roma a Brindisi, non ultima la proposta della Via Francigena Patrimonio UNESCO dell'Umanità.
Per Silvia Costa è fondamentale la creazione di un tavolo di concertazione e gestione, delle risorse investite dal CIPE, inoltre ha annunciato la creazione in Parlamento UE, di un intergruppo per iniziative di indirizzo sui percorsi culturali.

La Via Francigena da Roma verso Sud non è solo Via Appia "Regina Viarum" 

Nel suo intervento Antimo Cesaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha fatto riferimento al nuovo interesse della politica e del governo, per la Cultura e per la Via Francigena in particolare. Un interesse e un impegno che si sono concretizzati con gli investimenti, fra cui quello del CIPE di 60 milioni per la Via Francigena.
Ci dispiace che il Sottosegretario Cesaro, nella sua esposizione degli interventi e investimenti possibili per la Via Francigena a Roma e nel Lazio, grazie all'investimento del CIPE, abbia fatto riferimento esclusivamente alla Via Appia.
La Via Appia merita a pieno titolo di essere la "Regina Viarum" non solo per la Storia di cui è testimone in ogni pietra, ma ci piace ricordare che nel Master Plan presentato da AEVF con impegno pari alle sue competenze a Lussemburgo e in Consiglio d'Europa, esiste una Direttrice Prenestina - Latina - Casilina.

Il Master Plan della Via Francigena nel Lazio, presentato in Consiglio d'Europa,
da AEVF con le due direttrici Appia e Prenestina - Latina - Casilina

La nostra non è la classica disputa fra campanili all'italiana, ma è il semplice auspicio che le istituzioni coinvolte nella gestione delle risorse, per la realizzazione della Via Francigena a Sud di Roma, nel Lazio e nelle altre regioni coinvolte nel Sud Italia, operino con il giusto spirito di collaborazione ed equità.
Si tratta di un problema culturale che poi inevitabilmente finisce per diventare politico.
A titolo di puro esempio, diciamo documenti storici alla mano, che i viaggi in Terra Santa, sono stati "inventati" da Helena Julia Augusta, madre dell'imperatore Costantino, oggi S. Elena, che nel IV sec. d.C. tracciò il suo cammino fino a Gerusalemme e fu tumulata dall'Imperatore Costantino al IV km del suo Fundus nell'attuale Via Casilina. Da questo episodio storico ebbe origine il fenomeno dei pellegrinaggi medievali in Terra Santa, che sono alla base dell'idea di Via Francigena.
Aggiungiamo che quel territorio, nell'attuale Municipio Roma V a Roma Sud Est, è stato inserito nel Master Plan della Via Francigena, anche perchè per concentrazione di patrimonio storico archeologico è secondo solo all'area Colosseo - Fori Imperiali.
Tutto ciò auspichiamo sia tenuto nella giusta considerazione dalle autorità nazionali e anche dalla Regione Lazio, più volte chiamata in causa per la costruzione della Via Francigena nel Sud.

Il Presidente della Onlus ICT Ad Duas Lauros Antonio Pallotti